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C'è una legge che mi permette di dichiarare che questo blog non rappresenta una testata giornalistica, tanto più che questa non è una mia ambizione.
Ciò che esprimo qua è frutto della mia libera espressione e della mia fantasia e bla bla, i contenuti sono miei e se non lo sono, allora vuol dire che gli ho trovati sul Web, che vuol dire che erano di pubblico dominio. Comunque se avete delle rimostranze da fare, lasciate un commento e si provvederà.
Anche se a volte è offensivo, il mio pensiero è questo; ma sono sempre aperto al confronto, anche con toni accesi. Inutile dire che voi siete responsabili delle cose che dite, e io non voglio saperne niente.
Chi dovesse riconoscersi in qualche personaggio dei post, sappia che si sbaglia o forse no.
Invece i personaggi pubblici nominati sono proprio loro, e orsù! un briciolo di ironia.

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martedì, giugno 23, 2009

where are their votes?

Neda è morta sulle strade di Teheran, mentre insieme a tantissime altre persone protestava contro il governo di Ahmadinejad. Prima che il suo corpo crollasse a terra dopo che un pasdaran le avesse sparato; prima che fiotto di sangue rosso scuro e caldo cominciassero ad uscirle a fiotti dalla bocca e dal naso; prima che quello stesso sangue si riversasse sull'asfalto fino a poco prima calpestato dai manfestanti, macchiando le mani di suo padre e di coloro che tentavano inultilmente di salvarla; prima di tutto questo, Neda era una semplice ragazza iraniana che come molti altri voleva far sentire la sua voce contro la rivoluzione islamica in cui un popolo si riconosce più, che denunciava al mondo come la sete di potere e la paura di perderlo avesse trasformato in bestie gli uomini che avrebbero dovuto governare la sua patria: lei era una, come tanti altri.
Ma ora i suoi occhi strabuzzati, quello sguardo al contempo implorante e accusatorio verso la camera che rendeva immortale il momento della sua morte sono un sengo, sono il segno. Rappresentano la morte atroce e stupida, la vuotezza di cui è intriso il comportamento di un esercito che invece di proteggere il proprio popolo lo ammazza in nome di quella rivoluzione che esprime tutto il suo fallimento, a cominciare dai vestiti inzuppati di sangue così occidentali che indossava Neda.
Non è il sangue rosso che copre qualsiasi altro colore, non sono le ulra strazianti del padre che implora la figlia di non andarsene, non è il significato del nome "Neda" - ovvero voce o vocazione - su cui tutti ricamano romantiche frasi simboliche... non sono neanche quei jeans e quelle scarpe da ginnastica macchiate di rosso. Tutto ciò è per l'affabulazione, per la necessità di riportare tutto ad un livello più accettabile, ad un livello da poster o da maglietta.
Ma la verità è solo in quello sguardo che col passare dei secondi diventa sempre più vitreo, che buca - no, che squarcia l'obiettivo che la sta riprendendo e che porta sullo schermo dei nostri pc uno specchi in cui non possiamo non guardarci. Uno specchio che riflette le nostre paure di essere umani, ma che allo stesso tempo ci ricorda nella sua fermezza - dando a quello sguardo una profondità inesplicabie - le nostre colpe collettive.

Mentre i nostri giornali davano la notizia della morte di questa giovane donna che ha perso la vita durante una protesta che potesse dare un senso al proprio voto, in Italia 40 milioni circa di persone decidevano che manifestare il proprio parere su una legge fortemente ingiusta sarebbe stato un gesto troppo faticoso in una fredda domenica di metà giugno.
lo dice mangiabambini alle ore 02:00 | link | commenti | commenti (pop-up)
categorie: occhio torvo sul mondo
venerdì, giugno 19, 2009

parole su parole

Certo che il mio blog oramai lo leggono 3, forse 4 persone. So bene che dovrei girare per blog e lasciare commenti, cosicché da attirare qualche nuove lettore. Ma nun mi va... io sono l'asocial network! Poi tra l'altro se uno vede gli utenti on-line di splinder da quando facebook ha sostituito ogni attività sociale, ti accorgi che di quanta pochezza girasse per la piattaforma.
Sta di fatto che comunque ci arriva gente sul mio blog, perché basta fare qualche ricerca ed ecco che può apparirvi il quarto stato e su sfondo nero e linee rosse... Ora, non mi sembra giusto che talune domande rimangano così senza risposta e anzi sarebbe bello che ogni volta che cerchiamo qualcosa con i motori di ricerca trovassimo sempre la risposta, così prova ad aiutare i malcapitati che per tutt'altri motivi capitano qua.

Iniziamo da quegli utenti che da Nord a Sud arrivano su F(in)C cercando "bambini cicciottelli". Io non so perché voi siate così ossessionati da preadolescenti con tendenze obesistiche, ma vi assicuro che qui non troverete niente se non la foto in basso nella colonna destra. Cioè niente rimedi per far dimagrire il vostro virgulto che si abboffa di merendine, né tanto meno cose prurigionose che a solo pensarci... BRRR!

Passiamo ad un altro mega-gruppo: i ricercatori di informazioni su "sara rados" più altre parole a piacere. Per dare un'idea, nell'ultimo anno mezzo (cioè da quando ho postato questo) questa solo entry, senza considerare il collegamento di altre parole, ha prodotto 79 risultati!! D'altronde per un certo periodo di tempo comparivo come primo nella lista di ricerca di google, ça va sans dir... Comunque sappiate che questa giovane brava cantante ha ormai il suo MySpace e la pagine FB. Io l'ho solo scoperta per prima... dopo Oliviero Toscani, si intende!

Allora, vorrei dire a quel poverino che ha cercato su google "spiegazione testo canzone contessa di enrico ruggeri" che non è molto difficile, anzi è la solita vecchia storia: lei una stronza baldracca, lui ci è caduto, dice che non ci cadrebbe e la insulta finemente, ma alla fine se la farebbe volentieri un'altra volta.
A chi invece voleva la "spiegazione fine film le regole dell'attrazione", posso dirgli che anche per me è rimasta un po' così.

A chi si chiedeva "quanto è alto d'alema", beh direi nella media... 1,75 ad occhio... più di Berlusconi e meno di Fassino, per dare dei riferimenti. Ma poi, perché???
Poi c'è il momento culturale, le richieste ovvie per un noto fine dicitore come me: "parafrasi sul morbido letto ti saziavi" e "parafrasi avrei davvero voluto morire", eccoti accontetato/a lettore/lettrice dalla gola arsa dalla sete di cultura: e là dove solitamente si dorme ma stavolta no, riempivi la tua bocca con qualcosa che cibo non era [...] e così mi ritrovai infine talemente stanco e sfinito, che girandomi su di un fianco, caddi in un sonno profondissimo...
"napoli bari quante ore ci vogliono?": circa 2 ore, 2 ore e mezzo. Ma soprattutto grazie per il punto interrogativo.
"maurizio ferraris stronzo" e "cesare coglione". Su cesare posso pure essere d'accordo, però per maurizio ti prendi le tue responsabilità!
Poi ci sono quelli che si lasciano a confidenze, ma trovano un interlocutore affidabile solo nel caro vecchio google, tipo "ho scoperto di essere gay a 47 anni", che a me dispiace pure, se lo capivi prima era meglio; però forse è una cosa che senti ora e non prima... veramente, non so che dire.

Non parliamo delle ricerche a sfondo sessuale, tipo "donne nuude" (su yahoo! esco come primo!!) o cose del genere anche con tagli più specifici come "clara moroni tette" o "le tette di clara taormina"o "bocchini con ingoio", ma che creano un climax se guardiamo questo trittico: "filmati di chiavate" (lo sanno tutti, usa yuoporn,  redtube, megaporn...), "chiavate nei cessi"  (beh, qui si riconosce un interesse specifico, quasi feticista, che in qualche modo giustifica una ricerca), per finire con "costretta a chiavare video con somaro"... e qui spero che si parli di una giumenta e tu sia un allevatore che vuole sapere come si fa a far uscire un mulo, perché sennò sei paragonabile a quello che cercava "foto online cavicchia scalamonti". Altro BRRRRR!!
 
Non parliamo dei genitori iperprotettivi, che a inizio gennaio cercano "quante parole dice un bambino di 18 mesi" e a fine febbraio "quante parole deve dire un bimbo a 20 mesi", che così vi esce già supestressato e poi alla fine gli tocca di cercare "quante parole dice un anziano".

C'è anche una nutrita schiera di poeti che, cercando piuttosto frasi dal senso ermetico, giungono sul mio blog perché ogni tanto ci ficco un po' di parlar strano: "la vita, flusso continuo che investe le forme statiche", "ho perso il mio flusso di coscienza" e la più che condivisibile "a volte ritornano,ma solo con la loro confusione".

Ma vorrei finire con due cose recentissime. La prima è per chi cercava di appurare il fatto che "si dice che dark side of the moon accompagni perfettamente alice nel paese delle meraviglie". Io ho ascoltato il primo e letto il secondo: due capolavori, ma non mi è mai saltato in mente di unirli. Forse funziona, però come fai a non pensare alla musica mentre leggi??? (quasi quasi lo chiedo a google, come si fa...)
E infine voglio dire a chi voleva sapere "
cosa si sa della vita privata di robert smith the cure", in primis potresti farti una barcaccia di fatti tuoi che se robrt smith voleva spiattellare i suoi cazzi a destra e a manca faceva il primo ministro italiano e non il cantante dei The Cure. E poi... io sono amico di Brian May!!!
lo dice mangiabambini alle ore 02:01 | link | commenti (1) | commenti (1) (pop-up)
categorie: flux, folie
giovedì, giugno 18, 2009

che poi, altrove, il massimo della preoccupazione è come tornare a casa

Un mese fuori casa, di cui una settimana circa a Londra, è il presupposto logico di racconti e aneddoti divertenti... ma il fatto che si sia incontrato Brian May (che se ve lo chiedete, come l'ho chiesto io d'altronde, è il chitarrista dei Queen!) al concerto di Katy Perry (che non è solo una gran figa!) è ormai fatto di pubblico dominio in altri dominî... nel frattempo mi sono perso, con grande gaudio, le elezioni europeo-amministrative italiane (mi è bastato questo resoconto, più quello per via orale di tali altri amici, per farmi venire la nausea)... d'altra parte ho assistito allo sfascio del New Labour in presa diretta, tutta un'altra storia... come anche London alle prese con il tube strike...
Alla fin della fiera, non mi va di parlarne di tutto ciò...


Comunque quello che di cui voglio realmente parlare è della grande inculatura che rischia di essere il referendum sulla legge elettorale. Mi sa tanto di quelle cose di logica che mi faceva il professore che mi dava ripetizioni di matematica in V liceo, paradossi e cose così insomma...

Analizziamo dettagliatamente la questione:
Presupposto: Diciamo che io disprezzo l'attuale legge, quindi voto per farla abrogare.
Infatti si danno i seguenti casi

Come la mettono il PD e Il PDL:
se 1) passa il Sì con quorum, allora vuol dire che al popolo italiano fa cagare la legge odierna e quindi ne vuole una nuova, che potrebbe anche non essere quella posta in essere nel quesito referendario (che A MIO PARERE è addirittura peggio dell'attuale);
quindi se 2) se passa il No o non si raggiunge il quorum è ovvio che venga inteso come un'accettazione da parte degli italiani del caro vecchio "porcellum".

Ma nel caso di 1), chi assicura che il PDL voglia veramente discutere con gli altri partiti una legge elettorale ex novo, dato che quella che entrerebbe in vigore dopo il referendum sarebbe ottima per loro, dato che ad oggi avrebbe la maggioranza dei seggi parlamentari senza il fastidio della Lega (che no può credere che minacciare di far cadere il Governo serva a qualcosa)?
Allora significherebbe che in realtà, nel caso di 1) non si discuterebbe manco niente e ci troveremmo con una legge peggiore, oppure che si arriva alla caduta del Governo con elezioni anticipate che porterebbero con altissime probabilità alla vittoria il PDL, cosa che metterebbe a grave rischio il pluralismo (già altamente focomelico - e poi parlano di bipartitismo zoppo...) del Parlmento.

Allora, per manifestare il mio disprezzo verso la possibilità di votare credendo di fare cosa buona e giusta e invece poi me lo affondano ancora di più nel culo, decido di votare No oppure astenermi. Questa posizione, chiamamola 3), è però ambigua. Sostenuta un po' da tutto il resto - Lega, IDV, UDC et alii ma per diversi motivi - in realtà presuppone un'azione che è la stessa valida per l'ipotesi 2) e pertanto facilmente sovrapponibile e così ponendo la possibile interpretazione erronea il mio voto.

E allora alla fine, se voto Sì per far abrogare una legge che considero ingiusta, ne faccio fare una che reputo ancora peggio e che rischia di non essere modificata.
Se voto No o mi astengo perché voglio far capire che non ci sto ai loro giochi sporchi, rischio che il mio (non) voto sia una tacita approvazione del "porcellum".
E alla fine qualsiasi cosa si faccia, rischiamo veramente di compromettere la democrazia.

Io credo che domenica andrò al mio seggio, ritirerò le schede e voterò per Sì il terzo quesito ma per i primi due mi inventerò qualcosa da scrivere, giusto per far capire...
lo dice mangiabambini alle ore 01:17 | link | commenti (1) | commenti (1) (pop-up)
categorie: banane e poltica
lunedì, maggio 18, 2009

se l'amore è amore, dice il cantante
tanta strada da fare...


Capita che nella vita ti succedano le cose che non ti aspetteresti mai. Credi che ormai ti sia accaduto tutto quello che poteva accadere ad un essere umano e che d'ora in poi piuttosto che imparare, è invece il tempo di mettere in pratica gli insegnamenti che il destino (non nel senso di predestinazione, giammai!) ti ha riservato. Senza presunzione, forse per stanchezza... oppure perché incosciamente vuoi che niente possa accadere più, se ciò che di solito accade può far male.

E poi, dietro l'angolo all'improvviso e inatteso scopri che c'è qualcosa di nuovo, in te... nella vita...
Io ho scoperto l'Amore che si può provare per un animale, per un essere che fino a poco prima reputavo certo degno di vita e rispetto ma non certo capace di far scaturire (almeno in me) sentimenti così profondi, di legami così forti.
E come spesso accade in occasione di queste rivelazioni, la circostanza è tragica, estrema e liminare. Attraverso la paura della perdita, dell'impossibilità di tornare indietro, di tornare verso la quotidianità dei giorni che si radica nella tua vita... che diventa la tua vita. La presenza di Raku, giovane gatto con l'istinto per la caccia e con un miagolio fastidiosissimo ma capace anche di esprimere il proprio attaccamento seguendoti ovunque tu possa andare, fino ad un momento così ovvia e scontata, poco dopo diventa incredibilmente a rischio, non più certa. Ecco, in questa situazione così impensabile, ho scoperto il mio legame per quella palla di peli neri, la mia sofferenza nel vedere la sua, la sensazione di assoluta incapacità di fronte a quello che avverti come ineluttabile. La fortuna (o la provvidena, di qualsiasi origine possa essere) ha voluto che proprio nel momento in cui era necessario fare qualcosa per continuare a sperare, riusciamo a contattare il dottore che lo sta aiutando.

E chi se lo aspettava di stare così male e di sentire la necessità di aggrapparsi a tutto nel tentativo di salvarlo da una fine sofforente. E così ho scoperto l'Amore, quello irrazionale, incondizionato e incondizionabile che è possibile provare anche per un animale... e ho capito molte cose che prima non riuscivo a capire, a sentire.
lo dice mangiabambini alle ore 17:03 | link | commenti (1) | commenti (1) (pop-up)
categorie: flux, quanti pensieri quante parole
venerdì, maggio 01, 2009

la sagra del maiale
non buttiamo via proprio niente!

Che strana settimana: se non fosse che dal web apprendo che questo è l'anno del bufalo, avrei giurato che fossimo sotto l'insegna del maiale. Ma tant'è, questi so' cinesi e ci hanno gli 'roscopi pezzotti come i pomodori, le maglie e quant'altro venga da loro prodotto.

lo dice mangiabambini alle ore 22:33 | link | commenti | commenti (pop-up)
categorie: flux, banane e poltica, folie
martedì, aprile 21, 2009

on the road again

Un livido pomeriggio napoletano, inaspettato in questo periodo dell'anno, accompagna uno dei miei primi veri momenti di tranquillità di questi mesi trascorsi da quando partii per la Sicilia lo scorso ottobre. Finalmente sono fermo e soprattutto non tento di fuggire come spesso mi è accaduto da me stesso e dalla mie responsabilità. Certo, il dolorino dietro la schiena è alquanto fastidioso, ma so (o tento di convicemene) che la sua causa è la scomodità a dir poco eccessiva della poltrona e del letto che per ultime hanno supportato le mie terga.
È un momento in cui saprei decidere se solo avessi i dati, e direi che questo è un bene visto che fino a poche settimane fa la sola idea di dover prender qualsiasi decisione riguardante il mio futuro provocava quantomeno reazione di immediata chiusura.
Comunque oggi sono a Napoli, giusto di passaggio dato che domani sarò già imbarcato per Catania. La dimensione del viaggio è quella che più apprezzo di questo periodo così estemporaneo ed è quello che più mi spiace perdere nel momento in cui dovrò stanziarmi in qualche località italo-europea nel tentativo di rimbroccare la via del capitalismo, perchè come tutti solgono dirmi: "Non puoi far niente. DEVI far qualcosa." Come se le cose che poi mi metterei a fare (cioè la semiotica, che pur continuo ad amare) siano qualcosa da cui possa prescindere la vita di un essere umano in questo mondo che nonstante la crisi - C'È CRISI DAPPERTUTTO, IO LO LEGGO SUI VISI, DAPPERTUTTO C'È CRISI - continuerà sulla strada del profitto ancora per molto tempo e diciamolo pure che la semiotica non crea profitto, non crea quel profitto!
Ma al momento va bene così. Certo, sarebbe meglio non essere italiano, è sempre così e lo sarà sempre finché ci sarà una certa classe politica e un certo modo di pensare. Ma è una situazione cui mi sto brutalmente abituando e ciò è male ma bisogna pur sopravvivere. E allora diventa un po' come dopo le partite della Juve quando perde o gioca male senza vincere (io sono juventino, non l'avevo mai detto?), che l'incazzatura o la delusione permane per tutta la domenica e poi il lunedì va via, come normale dovrebbe essere. Ecco, la stessa cosa mi accade nel vedere o sentire l'andazzo del nostro paese: un giorno c'è da indignarsi, ma l'indignazione dure fino alla chiusura degli occhi alla sera. Solo che in questo caso è sbagliato, perché non si tratta di un campionato di calcio.
Qualche giorno fa leggevo che ci si era indignati perché SkyCinema aveva trasmesso (controvoglia. a poi tenuto a precisare) il film "Shooting Silvio" che parla proprio di ciò che si evince dal titolo. Secondo me, bassandomi sulla loro logica, dovrebbero far evitare di vedere anche il film sul Che di Sodenberg, non perché parli di chissacché e non perché sia foriero di chissà quale messaggio rivoluzionario o comunista o ancorpiù anti-berlusconiano. No, lo dovrebbero togliere perché si vede che una rivoluzione(giusta o meno che fosse) è nata su un balcone dopo una lauta cena. Fate voi...
Io aspetto sempre un invito per quella cena.
lo dice mangiabambini alle ore 20:44 | link | commenti | commenti (pop-up)
categorie: flux, occhio torvo sul mondo
sabato, febbraio 14, 2009

non ho mai detto che la costituzione è filosovietica, anzi...
in perfetta antitesi con il precedente post  (manche no)


lo dice mangiabambini alle ore 18:56 | link | commenti (1) | commenti (1) (pop-up)
categorie: flux, come piace a noi
mercoledì, febbraio 11, 2009

stato di golpe

Gli specchi mi fanno paura: essi riflettono l'immagine del reale e mi obbligano ogni volta a chiedermi quale sia il verso giusto, quale sia il vero e quale il riflesso  e se questa distinzione sia solo necessaria per creare un limen con un'altra verità speculare  - e proprio per questo diversa poiché la combinazione di elementi simili nei medesimi rapporti non implica l'uguaglianza. Lo specchio mi fa terrore per questa sua capacità di ribaltare me che sono al di qua, proponendo me e il mio mondo in un modo totalmente opponibile (non solo opposto) e quindi con una capacità di annullamento della realtà di cui sono parte. Per fortuna lo scontro tra le due realtà non avviene mai e quindi esse persistono indipendetemente l'una dall'altra.

Forse è per questa innata paura che le parole hanno sempre più destato la mia attenzione, quasi morbosa e sicuramente devota. La parola ha il suo significato (o i suoi significati, se essa è polisemica), essa ha un suo statuto ontologico che in un certo senso dà forza ad una realtà che non riesco a reputare in altri termini se non quelli fenomenologici. La parola immersa in un contesto di altre parole indica un qualcosa, invariabilmente, sempre. Anche quando sembra nascondere, anche quando mente: la parola è lì col suo significato così forte che riesce ad imporre la propria realtà (non vera) coprendo il resto! Ma la parola non è ribaltabile, anche quando è usata per ribaltare: la parola esprime e tanto basta.
Per questo mi ha colpito il gioco di parole del ministro Alfano: "Quella di Eluana è stata una morte di sentenza." La costruzione e la preparazione che introiettavano al pensiero soggiacente alla stessa affermazione sono rozzi ma efficaci: attraverso il ribaltamento dei termini si fa passare quanto successo lunedì come l'esecuzione di una sentenza di morte, sentenza ovviamente emanata dalla Cassazione e dalla Consulta.  Certo non lo dice, lui afferma altro ma ciò che passa è ovviamente questo, proprio perché le parole non possono nascondere il loro significato, non possono essere ribaltate senza richiamare le realtà che le ha costruite e che contribuiscono a costruire.
Così questa nuova locuzione, questa nuova causa di morte è astutamente ricondotta al parere di una Corte, cioè si richiama l'immagine di una serie di uomini che hanno il potere di decidere della vita altrui: qualcosa di indubbiamente disumano e per niente condivisibile. Con questa affermazione si prepara il terreno (e non è un caso che la pronunci proprio il Guardasigilli) all'imminente attacco alla leggittimità dell'odierno ordinamento giudiziario, che come sappiamo rischia una drastica riforma con i ddl che aspettano di essere discussi in Parlamento.
In soli tre minuti di parole argutamente pesate (perché quella è opera di un comunicatore di professione, lasciatevelo dire), si tenta di disegnare un realtà opposta, speculare ma dall'ovvio segno negativo. La parola viene usata per tradire il proprio significato e per questo tradisce la realtà stessa: il male non il ribaltemento che si effettua con le parole, ma il ribaltamento che si effettua sulle parole. Ribaltare le parole vuol dire attraversare lo specchio, entrare in una nuova realtà che sembra simile, ma che in realtà ha dinamiche totalmente opposte: dopotutto Alice non si accorge subito delle fondamentali differenze tra il mondo di qua e il mondo di là; ma oltre lo specchio le regole sono del tutto inverite...

Ma appena ho sentito la frase del ministro mi è venuto in mente un altro romanzo, 1984 di Orwell: una delle cose più grandi di questo libro - che ho letto troppi anni fa - è l'assoluta importanza del linguaggio, di come tutte le parole che usa il regime del Grande Fratello abbiano una totale discrepanza con i significati che noi normalmente attribuiamo a quelle stesse parole: "la guerra è pace", "la schiavitù è libertà", "l'ignoranza è forza" e non parlo dei nomi dei ministeri che traducono in atto il ribaltamento della realtà della parola, attraverso la parola. Bisogna stare attenti non solo ai fatti ma anche alle parole, perché queste ci dicono veramente ciò che sta accadendo: né più, né meno.
lo dice mangiabambini alle ore 19:08 | link | commenti (2) | commenti (2) (pop-up)
categorie: semiotche occulte, occhio torvo sul mondo
lunedì, febbraio 09, 2009

al di là della vita

Stavo scrivendo qualcosa su un film che mi aveva molto colpito, Al di là della vita di Scorsese. Mi aveva colpito per quanto fosse attinente con le vicende che negli ultimi giorni hanno vergognosamente riempito i media ma soprattutto le bocche di tutti - e sottolineo tutti - i politici. Cercavo di raccontare il film, farne cogliere il senso per chi non l'avesse visto e avesse quindi dovuto affidarsi alle mie parole. Purtroppo queste si affastellavano l'una sull'altra: ero entrato in una sorta di buio espressivo. Allora ho deciso di chiudere splinder e rimandare ad un momento migliore la stesura del post. Erano da pochissimi minuti passate le 20.
Poco più tardi apprenderò la notizia dal tiggì. E soprattutto ascolto la giostra dei commenti, i soliti, vomitevoli... quasi preparati quanto la puntata speciale di "Porta a porta". Parlano a vuoto, vanverano riuscendo a svuotare ogni parola del proprio senso: rispetto, vita, pietà, morte, eutanasia, omicidio. Con le loro definizioni deformano i concetti, i valori; ma lo hanno già fatto con altre parole, non mi stupisco né mi indigno: ho solo la nausea, reale, nello stomaco.
Ripenso al film, alla frase che più mi è rimasta impressa, detta da un'autista di ambulanza in modo grottesco come se fosse un predicatore: "Il primo passo è l'Amore, il secondo è la Pietà". Solo attraverso queste parole - così profonde di senso, così intrinseche d'azione - si può comprendere. E ora servirebbe solo il silenzio.

lo dice mangiabambini alle ore 21:56 | link | commenti (1) | commenti (1) (pop-up)
categorie: quanti pensieri quante parole
martedì, febbraio 03, 2009

scoop
just a little bit confused

Si era finalmente giunti ad una svolta per l'estradizione da parte del Brasile del terrorista dei PAC Cesare Battisti Il nostro premier (ora e sempre sia lodato!) era riuscito grazie alla sua celebre capacità oratoria nonché il suo ormai innegabile carisma a convincere il bolscevico Lula a farsi consegnare il terrorista italiano per permettere che sia giustamente giudicato da un tribunale italiano. Ovviamente tutto ha un prezzo e noi abbiamo dovuto concedere uno scambio di prigionieri. Tutto era ormai pronto, ma come spesso accade nel nostro martoriato paese gli interessi particolari al fin schiacciano il diritto che preserva il bene comune.

Ecco alcune immagini degli attimi precedenti il fallito scambio:

Amauri prigioniero della Juve









Amauri tenuto in custodia da uno dei pochi militari che non protegge le bellezze italiane dagli strupratori che infestano il nostro paese.
















Il momento dell'arrivo di Cesare Battisti all'aeroporto di Torino scortato dai servizi segreti brasiliani.
Alle spalle del terrorista si riconosce il ct del Brasile, evidentemente soddisfatto dello scambio.

lo dice mangiabambini alle ore 17:50 | link | commenti (4) | commenti (4) (pop-up)
categorie: banane e poltica, folie