se riuscite a capirci qualcosa...




Siamo di nuovo qui a raccontarcela: tutto ve bene, o così si spera stia andando
Sono passati tre anni e mezzo da quando tutto la mia vita si è totalmente rivoltata come un calzino, da quando un manipolo di cellule impazzite ha deciso di cominciare una strenua battaglia contro un'altra serie di cellule - più numerose ma decisamente meno ostinate
Se ci pensi bene un tumore è veramente una strana malattia: al di fuori di uno schema darwiniano
Ma oggi, dopo tre anni e mezzo sono ancora qui, con alcuni ricordi confusi ed altri ben presenti, anni che si accavallano gli uni su gli altri e ore di cui potrei descrivere senza errore alcun il più piccolo dettaglio
Dopo tre anni e mezzo, mi viene restituito un fisico che non è nell'aspetto poi tanto diverso di quello che stava inconsapevolmente soccombendo sotto l'azione subdola delle piccole folli - peccato, perché dopo l'autotrapianto invece avevo una forma quasi smagliante ed ora invece mi ritrovo più che smagliato
Ma è superfluo dire che mi sta bene questo, come mi sta bene aspettare un altro anno prima di poter fare una partita a calcio con i miei amici, come mi sta bene fare ancora alcune rinunce… mi sta bene tutto, se tutto ha un senso, anche se ineffabile
E dopotutto questi sono stati gli anni più importanti della mia vita, e anche se rimpiango quello di cui mi hanno privato non posso non essere contento di quello che mi hanno dato; cose che non avrei potuto avere o vedere mai se il mio percorso avesse seguito un andamento meno drammatico e più normale
Oggi per l'ennesima volta vado a capo e senza girare pagina, per non rischiare di perdere di vista quello che di importante sono riuscito a cristallizzare in qualche fatua immagine mentale
E così mi ritrovo in un punto non meglio precisato, che non sa né di partenza né di arrivo, ma solo dell'ennesima piccola conquista che ogni giorno ognuno di noi si trova inevitabilemente ed incosapevolmente a dover fare
La famosa piattaforma satellitare manderà in onda nei prossimi giorni una nuova serie prodotta dalla It-e-Ciaild Productions, Lie to Us: 24 fantastici episodi che racconteranno le fantastiche vicende del protagonista Shiloh Berlunger, affermato inventore di un’infallibile sistema per mascherare ogni inconfutabile verità con menzogne impossibili da scoprire. Affiancato dal suo manipolo di aiutanti, fonda un’agenzia che sfrutta nei campi più svariati – dall’editoria allo spettacolo, dallo sport alla politica – il suo brevettato sistema. Finché una delle sue collaboratrici non decide di cambiar strada…
Come ogni mattina, facevo la rassegna stampa dei blog e dei siti da cui traggo quel minimo di informazione sull'attualità, al fin di non rimanere offuscato dal confezionamento telegiornalistico che ad ogni notiziario viene proposto così come se fosse l'orrido menù fisso che è tipicamente propinato al malcapitato turista: bassi costi, alti rischi.
Mi ritrovo così davanti all'intervista che l'avv. on. Ghedini ha rilasciato al Corsera in merito alle cause contro la Repubblica e l'Unità per i loro articoli "diffamatorii e lesivi dell'immagine del primo ministro" (non so se sia proprio sic!, che poi è lui che lede la propria immagine, il problema è che se nessuno ne parlasse...).
A dire il vero già quando avevo sentito la notizia, mi era sopravvenuto un ricordo lontano di inizio estate, quel genere di cose che senti e ti divertono e poi sembrano cadere nel dimenticatoio per poi uscire quando sono più utili. Per farla breve mi venne in mente di Feltri che, all'esplodere di "Puttanopoli" (come la chiama Travaglio), per difendere il proprio padrone scrisse un mirabolante articolo - anche molto audace, dato che affermava di avere certe notizie perché si era interessato di certe questioni per motivazioni strettamente personali - per affermare l'indiscutibile impotenza di Silvio proprio in quei frangenti dove invece un uomo virile dovrebbe dare tutto se stesso.
Poiché Berlusconi ha chiesto che venga giudicata l'Unità anche perché, tra le altre cose, ha affermato in vari modi che B. ha difficoltà di erezione, vuol dire che ha dalla propria la certezza che ciò non è vero. Quindi, come giustamente fa notare Dario Ballini (che ringrazio per il link al testo integrale dell’editoriale di Libero, che invece sul suo sito pretende che li paghi: ogni spettacolo ha il suo prezzo!), anche Vittorio Feltri è un bugiardo.
Ora, perché la povera Conchita deve pagare e invece il neofita urologo Vittorio no, quando fu proprio lui il primo a parlare della possibilità di un premier in defallance sessuale, contrariamente a quanto afferma lo stesso Ghedini nella citata intervista? Sarà mai che il Papi nazionale fa “a chi figli e a chi figliastri”? Sarebbe veramente incredibile…